Canalizzare dopo un sogno

MISERERE

Ritrovo il mio sentiero
tra gli alberi della pace
cammino e sento,
sì sento,
l’urlo assordante del silenzio
della scure del boia
che inchioda la mente
alle mie responsabilità,
infame tiranno che non dà requie
e strazia le membra affaticate
di chi ama.

Scariche elettriche trapassano il cranio
e stanano le cellule più nascoste
sommerse nel fango che toglie il respiro
e mi fanno svegliare
di soprassalto
in questa notte
che restituisce le chiavi della Libertà
all’anima martoriata dalla croce
senza più limiti di sopportazione
e gettata
nella fossa dei serpenti
dei peccatori infernali
contro ogni Verità.

Sono salito sul carro
dell’illusione creata,
vincitore senza meriti
con l’alloro sulla testa
credendo di sapere,
credendo di conoscere.

Ho scritto le tavole della falsa legge
giocando la partita con la Morte
e sono crollato
nell’ingordigia della lussuriosa ricchezza
che avvelena il sangue
e spezza le reni
senza essere vogatore.

Cavaliere impavido
macchiato dall’assurdo desiderio
di essere re
torno ora a combattere
la battaglia finale
con la forza del gladiatore.
Unito all’elefante
risorgo dalle ceneri
e spicco il volo.

Nel candido fiore respiro
il mio essere immortale
e vibro finalmente nella Vita
sulle ali del Vento
la mia fragilità di essere uomo.

Sono grato,
infinitamente grato
a questa notte senza luna
e senza stelle
che m’illuminano la via.

La luce di una flebile lanterna
lontana
è il canto del mio divenire
per la sempiterna passione
mai spenta.
Come il fuoco
mi avvolge senza pietà
e guarisce il mio non amore.

La fiamma arde sublime
dentro di me
e sorride al mio orgoglio,
ostentazione di un passato blasfemo,
dove il suono è diventato
la tragedia
della brama del poeta del divino
diventato buffone
per sporcare la vera arte
senza sapere il perché.

Miserere
al sogno della mia esistenza,
santo nudo davanti all’umiltà,
amore di padre tranciato
dall’infamia architettata
per spezzare la Vita.

Perdonatemi voi,
eternità dell’Amore
oltre ogni destino
inventato sul falso libro
del dio denaro.
Perdonatemi voi.

Mi spargo il capo di cenere,
della mia cenere
e torno a vibrare di Verità.

Il rogo guaritore
del mio vagare instupidito
dal demone, dalla strega e dal vampiro
dell’egoismo dello schiavista.

Massacro senza fine.

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