Memoria

1° maggio novantaquattro,
Imola.

Non era un giorno come gli altri.
Non provavi più quell’ebbrezza,
quella gioia di correre,
di vincere.
Ti sentivi diverso quel giorno.

Eri rimasto sconvolto dalla tragedia
di un giovane come te
ed avevi paura…

Sentivi una sensazione
che non riuscivi a spiegare,
un presentimento.
Non volevi correre quel giorno.

Un altro incidente
ma nonostante tutto si ricomincia,
anche se…
non volevi correre quel giorno.

Poi quella curva,
quel muro
e la tua vita è stata stroncata in un istante.

Tu che sei sempre stato così vicino a Dio,
che parlavi con Lui,
mentre eri seduto nella tua macchina
e sfrecciavi veloce sulla pista,
invincibile,
insuperabile,
invulnerabile.

Tu che amavi la velocità
per la tua natura di spirito libero.

Tu che sei riuscito a trasmettere
la tua gioia di vivere al mondo,
ora sei vicino a Dio.

Non vedremo più il tuo dolce sorriso,
la tua felicità sul podio,
quando come un bambino
ti divertivi con lo champagne.

Non proveremo più quelle emozioni,
che ci regalavi ogni volta sulla pista,
quando rischiavi tutto
per correre, per vincere.

Si è spento qualcosa dentro di noi, ora.

Ma…
se alzeremo lo sguardo in questa notte
così triste
e guarderemo
con le lacrime agli occhi
il cielo
pensando a te,
vedremo una stella,
la più luminosa,
la più brillante
e la tua luce
ci scalderà ancora il cuore.

Grazie Ayrton.

(Pesaro, 6 maggio 1994)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

Ayrton Senna da Silva 9

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