Ricordi

In una piccola camera
di bambina
mentre la luce
del pomeriggio
filtra nelle fessure
della tapparella abbassata,
la fantasia s’inerpica
creando storie senza fine.
Principesse, castelli,
boschi e cuccioli
prendono forma
e si materializzano
davanti agli occhi.
Lacrime, gioia,
risate, sorrisi
e sogni,
emozioni non trattenute
si confondono.
L’infanzia rivive
e il cuore
riprende a battere,
libero.

(Pesaro,15 marzo 1996)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

Ad occhi chiusi

Nuvole color pastello
di pensieri
mai espressi,
disordinatamente posti
in quella stanza
chiusa a chiave,
liberano nell’aria
particelle d’Amore
e la vita si rispecchia
nell’arcobaleno.

(Pesaro, 12 febbraio 1997)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

AD OCCHI CHIUSI 2

 

Domande

Perché?

Questo senso di vuoto,
questa disperazione
che vuole avvinghiarci
fra le sue spire mortali
e non farci più vivere?

Perché?

Un attimo prima
ci sentiamo onnipotenti,
volteggiamo nell’aria limpida,
leggeri, liberi, invulnerabili,
attraversando distese inesplorate;
e un attimo dopo
ci sentiamo completamente annientati,
prigionieri di noi stessi,
con il cuore trafitto
da un’angoscia
indescrivibile ed inspiegabile?

Perché?

Quando la vita
finalmente ci sorride,
dopo tante delusioni e sacrifici,
smettiamo di credere nei sogni
e non proviamo più
quell’innocente entusiasmo
del bambino che è in noi?

Perché?

Un piccolo dispiacere
ci fa precipitare
nel baratro senza fine
della tristezza
ed una piccola gioia
ci riporta sulle ali della fantasia,
sulle cime innevate dei monti più alti?

Forse, non troveremo mai
una vera risposta.
Ma forse…

E se per un istante
smettessimo di pensare
alla nostra tormentata esistenza
ed osservassimo una farfalla,
così delicata,
con le sue ali variopinte
dai brillanti colori,
che sembrano uscire
dalla tavolozza di un pittore,
così perfetta nel suo volo leggiadro,
forse…
troveremmo la risposta.

(Pesaro, 29 maggio 1994)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

Punti-interrogativi

Speranza

Ai volontari del WWF – Sezione di Pesaro

Mattino.

Una piazza come tante altre
in un giorno qualunque,
all’improvviso si colora di speranza.

Alcuni ragazzi hanno un sogno.

Poco a poco
una piccola nuvola verde
ricopre l’asfalto grigio.

Alcuni ragazzi hanno un sogno.

I pensieri volano lontano
e raggiungono altri alberi e foreste
che chiedono aiuto.

Alcuni ragazzi hanno un sogno.

Il silenzio dell’indifferenza
cede il posto all’allegro tam-tam della solidarietà.

Alcuni ragazzi hanno un sogno.

Sera.

La piazza ora è vuota,
la notte scende lentamente sulla città,
mentre la luna e le stelle sorridono.

Alcuni ragazzi hanno realizzato il loro sogno.

(Pesaro, 29 settembre 1994)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

SPERANZA 2.jpg

Volo

Una farfalla…
cercano di rinchiuderla
in una prigione
soffocata dal fumo
e dallo squallore dell’egoismo.

Ma non ci riusciranno
fino a quando
continuerà a sognare
la sua Libertà.

(Pesaro, 22 settembre 1995)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

VOLO 2.jpg

Senza confini

Ho assaporato
il profumo dell’aria
dell’oceano,
le dolci carezze
del vento
dopo aver preso
fra le mani
una penna di gabbiano
dimenticata sulla sabbia
da un viaggiatore
del cielo.

(Pesaro, 2 aprile 1997)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

io sono

Turbine

A volte,
l’angoscia del passato
come un’ascia affilata
si abbatte con violenza
sul mio cuore.

Riapre le ferite,
in apparenza cicatrizzate,
e le fa sanguinare.

Allora sento nell’animo
la più sconvolgente delle tempeste.

La paura,
con onde grandi come montagne,
cerca di sbattermi
contro gli scogli della solitudine
ed io disperatamente lotto,
per vincere le avversità.

Poi torna la pace,
in un istante,
ed approdo alla riva…
salva.

(Pesaro, 1° luglio 1995)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

vernet naufragio

Richiamo

Quell’inquietudine,
quella sensazione
a lungo soffocata
da una impenetrabile diga
di dubbi e paure,
all’improvviso
si ritrova a scrosciare
in un vortice irrefrenabile
di emozioni.

L’entusiasmo per la nuova vita
stordisce per un istante
il piccolo corso d’acqua
che scorre
verso un’esplosione
di energia illimitata.

Tutto appare nuovo
ai suoi occhi;
il cielo rispecchiandosi in lui
mostra gli alberi protesi
nell’abbraccio della Natura.

La voce del padre Fiume
che lo chiama
è la risposta
alla sua ricerca infinita.

(Pesaro, 7 dicembre 1996)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

RICHIAMO 2.jpg

 

Saudade

Oltre
la linea dell’orizzonte
il nome
di una terra
mai conosciuta
vibra
come le corde
di un’arpa
suonata dal vento
e la distanza
svanisce
fra le nuvole.

(Pesaro, 22 febbraio 1997)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

SAUDADE 2

 

Memoria

1° maggio novantaquattro,
Imola.

Non era un giorno come gli altri.
Non provavi più quell’ebbrezza,
quella gioia di correre,
di vincere.
Ti sentivi diverso quel giorno.

Eri rimasto sconvolto dalla tragedia
di un giovane come te
ed avevi paura…

Sentivi una sensazione
che non riuscivi a spiegare,
un presentimento.
Non volevi correre quel giorno.

Un altro incidente
ma nonostante tutto si ricomincia,
anche se…
non volevi correre quel giorno.

Poi quella curva,
quel muro
e la tua vita è stata stroncata in un istante.

Tu che sei sempre stato così vicino a Dio,
che parlavi con Lui,
mentre eri seduto nella tua macchina
e sfrecciavi veloce sulla pista,
invincibile,
insuperabile,
invulnerabile.

Tu che amavi la velocità
per la tua natura di spirito libero.

Tu che sei riuscito a trasmettere
la tua gioia di vivere al mondo,
ora sei vicino a Dio.

Non vedremo più il tuo dolce sorriso,
la tua felicità sul podio,
quando come un bambino
ti divertivi con lo champagne.

Non proveremo più quelle emozioni,
che ci regalavi ogni volta sulla pista,
quando rischiavi tutto
per correre, per vincere.

Si è spento qualcosa dentro di noi, ora.

Ma…
se alzeremo lo sguardo in questa notte
così triste
e guarderemo
con le lacrime agli occhi
il cielo
pensando a te,
vedremo una stella,
la più luminosa,
la più brillante
e la tua luce
ci scalderà ancora il cuore.

Grazie Ayrton.

(Pesaro, 6 maggio 1994)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare” di Barbara Colapietro, Otma Edizioni 1997)

Ayrton Senna da Silva 9