Dialogo oltre la nostra immaginazione

Primo arcangelo: “Ogni giorno respiriamo la pesantezza dei nostri simili perché il nostro compito è camminare qui e ora sulla terra per ripulire il mondo dai pensieri ammorbanti degli esseri umani confusi che hanno perso l’armonia e hanno paura dell’Amore che spalanca tutte le porte alla guarigione per la Vita.
Per questo c’incontriamo ogni notte sulla spiaggia dell’Oceano Amore oltre l’arcobaleno e condividiamo le nostre esperienze.
Per questo continuo a parlarti di notte in sogno, ogni volta che vengo da te e ricordiamo insieme gli antichi libri di conoscenza scritti nella lingua dello Spirito.
Alcuni per paura cadono nel tranello di chi crede di conoscere sempre e solo con il cuore. Dobbiamo avere pazienza e superare la fatica quotidiana”.

Secondo Arcangelo: “Non siamo soli e abbiamo sempre più forza. Il tuo compito è manifestare la Verità attraverso il Verbo e il Verbo si manifesta con l’azione e trasforma.
Il mio compito invece è portare luce e speranza in un ambiente dove tutti l’hanno persa e far funzionare quello che non funziona nella società attraverso l’azione creativa insieme a te. Per questo c’integriamo, entrambi siamo manifestazione di Verità d’Amore ma ognuno usa i suoi talenti ed insieme siamo forza”.

Primo Arcangelo: “Grazie per avermi restituito la fiducia in me stesso e nella mia angelicità. Ora io sono e nessuno mi può fermare. Creiamo una pioggia di fiori rosa e abbracciamo il pianeta Terra che ne ha tanto bisogno”.

 

oltre l'immaginazione

Prima della sera

Dopo una giornata carica di pioggia, interrotta solo da qualche sporadica schiarita, il cielo è attraversato all’improvviso da una moltitudine di piccoli uccelli che sfrecciano come saette a caccia di insetti.

Passeri, merli e cornacchie escono dai loro nascondigli senza più timore del tempo atmosferico, denso di elettricità della scorsa notte tuonante; persino le gazze e un’upupa si esibiscono in una sfilata sui rami più alti degli alberi; e tanti piccoli balestrucci,sui pali della luce in fila in trepida attesa, prima di lanciarsi in picchiata.

Fischi, trilli cancellano i cinguettii e i richiami ormai familiari al mio orecchio di ascoltatrice attenta e si trasformano in un vociare frenetico,quasi caotico.

Che meravigliosa scoperta per il gatto di casa che guarda con stupore e ammirazione le infinite specie di uccelli nascoste tra gli alberi, che tolgono la luce a questo spicchio di mondo urbanizzato, prima di tornare immerso nei suoi pensieri.

11 settembre 2005

12 anni fa ho partecipato alla Marcia della Pace Perugia-Assisi col gruppo organizzato per Pesaro dalla Bottega del Commercio Equo e Solidale. E’ stata scelta la data dell’11 settembre per ricordare le vittime dell’attentato alle Torri Gemelle a New York e contrastare l’ondata di odio razziale e religioso che già in quegli anni si cominciava a respirare tra la gente comune.
Ecco la cronaca scritta su una pagina di quaderno di quella giornata davvero indimenticabile per la mia anima sensibile alla fratellanza francescana.

“Partiamo alle 6,30 col pullman al completo dal Campus Scolastico di Pesaro, il gruppo organizzato dalla Bottega del Commercio Equo e Solidale di Pesaro mi fa incontrare tanti vecchi amici del volontariato ambientale di cui ho fatto parte dal 1994 al 2001. Il clima è gioioso e leggero e m’impedisce di pensare alla paura di non riuscire a reggere una marcia così lunga per i miei piedi affaticati (24 Km da Perugia centro alla Rocca di Assisi).
Verso le 10 arriviamo a Perugia/Ponte San Giovanni da dove inizia la nostra Marcia vera e propria, per alleggerire il cammino gli organizzatori dell’evento hanno offerto altre opzioni,  la nostra è di 20 Km). Ci sono bancarelle in cui ogni associazione ha uno spazio per poter parlare di sé e raccogliere qualche fondo con la vendita dei gadget. Io compro una bellissima candela arcobaleno in ricordo della mia partecipazione.
Un tocco di fantasia con gli occhi del bambino: 4 farfalle colorate come segno di riconoscimento per la nostra “squadra” pesarese perché in un cammino così lungo è facile che ci siano passi diversi tra i partecipanti e quindi ci si possa perdere tra la folla festante in marcia.
Sono presenti bandiere di associazioni di ogni tipo e non solo italiane e non solo di volontariato, partiti politici, gruppi religiosi, scout, giovani, anziani, bambini, donne, uomini, gruppi di cittadini di ogni regione che da ogni parte hanno deciso di partecipare alla Marcia per la Pace 2005. Si vocifera che ci siano 200.000 partecipanti.
L’entusiasmo che sfavilla non mi fa sentire la fatica fisica ma all’arrivo a Santa Maria degli Angeli cerchiamo protezione dalla pioggia battente nella Basilica in attesa che si tranquillizzi il tempo dispettoso. Ma ci sono gli irriducibili, anche tra i pesaresi, che non appena vedono la città in lontananza partono in quarta nonostante la pioggia sempre più forte.
Il gruppo dei miei amici stretti invece decide di fermarsi a Santa Maria degli Angeli, visitare la basilica per bene, pregare e poi mangiare in una pasticceria per riprendere un po’ di energia, non basta il panino nello zaino con l’inseparabile bottiglia d’acqua e quindi per non rimanere da sola anche io mi fermo e mi ristoro.
L’energia che si è liberata in me dalla gioia di aver toccato la terra di San Francesco e Santa Chiara si è trasformata in allegria, voglia di ascoltare e condividere racconti di vita vissuta con gli amici vecchi e nuovi e questa nostra “defezione dai discorsi ufficiali” ci permette di respirare anche l’atmosfera di una Casa Famiglia dove una giovane Sorella, di non ricordo quale ordine francescano, ci ha accolto con un sorriso radioso.
Durante il viaggio di ritorno in pullman sono l’unica che non ha un filo di stanchezza, non ho i muscoli indolenziti, ma solo adrenalina che innesca la mia voglia di raccontare le mie emozioni a chi ha voglia di ascoltarmi”.


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