Una sola parola: Libertà

Libertà: la parola più dolce che possa esistere.

Libertà di respirare, libertà di vivere, libertà di scegliere, libertà di amare, libertà.

Il suono più dolce in tutte le lingue dell’Universo: via tutte le catene, via tutte le bende che coprono gli occhi, via tutte le corde che imprigionano i cuori, via.

Tutto si dissolve nell’Amore di Dio che tutto trasforma.

La libertà, il profumo della libertà, il profumo della pioggia che bagna i campi assetati dalla siccità della mancanza d’amore, avvelenati dall’odio dell’essere che non conosce Amore e che crede di essere Dio.

Libertà di vivere la propria essenza, libertà di ridere, libertà di unire i cuori che vogliono essere uniti per loro scelta e non per giochi di potere.

Volo libera verso il tuo cuore per respirare il profumo di stelle e riempirmi di dolcezza.

Ti amo… oltre il tempo e lo spazio, oltre ogni mondo visibile e invisibile, oltre ogni magia del cuore. Oltre.

Sei la vita.

La Forza del Singolo

Penso che non dovremmo mai rassegnarci all’idea che la nostra amata Terra possa venire completamente distrutta dalla follia e dall’egoismo dell’uomo: non è nostro compito accettare passivamente il destino.

Ho sempre creduto che la Forza del Singolo potesse essere immensa nel momento in cui ci si impegna con ogni cellula del proprio essere per realizzare un ideale nato dal cuore: lottando contro le avversità, perdendo battaglie lungo il cammino, però non rassegnandosi mai di fronte ad una sconfitta (anche se a volte si è troppo stanchi per continuare e ci si arrende… per un momento più o meno lungo). Perché ad un certo punto sarà l’Universo Amore stesso a regalare la sua energia al Guerriero dell’Arcobaleno che usa solo il fiore come arma di difesa.
Come in un sogno, l’ideale si concretizzerà in realtà materiale e la Forza del Singolo si trasformerà nella forza di un gruppo, di un paese, di una città, di una nazione, della Terra stessa.

Da sempre cerco intorno a me l’armonia, la bellezza, la semplicità ed ora capisco che questo è l’antico ricordo di quella sensazione di equilibrio perfetto che ho conosciuto un tempo in un’altra dimensione.

Credo che solo lavorando su se stessi, in profondità, ci libereremo di tutte le armature pesanti e soffocanti che abbiamo costruito per paura o che abbiamo accettato passivamente di indossare per non deludere gli altri. Solo lavorando su se stessi DA DENTRO potremo imparare veramente a rispettare e amare noi stessi per quello che siamo e potremo diffondere questa serenità anche intorno a noi con l’entusiasmo della purezza del nostro cuore e che il mondo in cerca di pace ci ripagherà con la stessa moneta d’amore e comprensione dopo averci emarginato per paura del cambiamento DENTRO inevitabile.
Allora, solo allora, la coscienza si risveglierà da questo lungo sonno profondo che ha ucciso la gioia della Vita e ha distrutto il Paradiso dentro di noi e quella scintilla di armonia che vive dentro il nostro cuore ricomincerà a risplendere per portare solo Giustizia. La luce che illuminerà con amore la Terra sarà talmente radiosa che riuscirà a guarirla dalle sue ferite profonde e il nostro pianeta tornerà finalmente a sorridere nella Verità del Cielo che la ama alla follia.

(2001)

Con leggerezza

E’ il mio imperativo categorico da un po’ di tempo a questa parte, anche quando la vita materiale intorno a me diventa pesante o rabbiosa, e i miei desideri si arenano nella fanghiglia di pensieri negativi altrui, io mi rifiuto di diventare come “il re comanda” e conservo il mio stato leggero dentro.
Una bella scrollatina allo straccio della polvere, come farebbe una brava casalinga, e si va avanti. Sempre avanti ma… a modo mio, sorridente.

A volte

Ho la netta sensazione che, per tanta gente superficiale, sia più facile sottolineare quando un coltello è infilzato nel cuore, mentre viene dimenticata la semplicità e la leggerezza che la vita continuamente ci offre se la sappiamo ascoltare e guardare con occhi pieni di meraviglia.

Il cuore non è solo carne che sanguina che si può torturare a piacimento, è lo scrigno di ogni ricordo piacevole, divertente, familiare, è Amore. Quell’Amore che incendia, che trasforma tutte le emozioni trattenute dalle frecce di ghiaccio, dalle frustate sulla carne viva curata con il sale, dalla fame e dalle torture di ogni genere nell’Amore per la Vita in tutte le sue forme, nel rispetto per chi ci ha ferito con i suoi giudizi a priori, nella pietà per chi si ostina a giocare a far soffrire quel cuore.

Uno

Ci sono giorni in cui sono nutrita solo dalla felicità dentro di essere spiritualmente coerente anche nella vita quotidiana, anche con la tavola imbandita non riesco a mangiare, al massimo mi limito a bere tè e tisane. 

Mi sono chiesta tante volte quale è la ricetta per essere felice. Ora ho la risposta: non rinnegare mai la mia anima libera ed indipendente ed essere sempre ed in ogni circostanza solo me stessa.
Prometto alla mia anima di essere ogni giorno di più libera da condizionamenti mentali esterni che impediscono al mio cuore di cantare, suonare, ridere, vivere la gioia in ogni momento. Prima di ogni cosa il mio cuore, poi viene tutto il resto. Questa è l’unica regola della mia esistenza quotidiana da oggi in poi.

Vibrare nel vento

muramatsu flute

Quanti sentimenti  vivono dentro di me, caro amico flauto. Lasciami esprimere tutto quello che non sono mai riuscita a confessarti fino ad oggi. Ti ho amato dal primo momento in cui ci siamo incontrati in quel saggio al Conservatorio alla fine degli anni ’70, e il nostro è stato un vero colpo di fulmine.
I sentieri che abbiamo percorso insieme sono stati molto tortuosi e disseminati di ostacoli: abbiamo scalato montagne, abbiamo rischiato di precipitare nei dirupi, abbiamo raggiunto le stelle più lontane volando sulle ali di un quartetto scritto da un angelo.

Poi… la tua voce è diventata sempre più debole fino a che è scomparsa. Mi sono sentita abbandonata e così il mio amore così profondo si è consumato poco a poco come una candela, fino a spegnersi completamente. Per anni non ho potuto più ascoltarti e la Musica che mi regalavano i tuoi fratelli e sorelle era diventata insopportabile quanto la mia quotidianità senza senso.

Ma un giorno, era il 2000, il canto di un grande medico dell’anima mi ha risvegliato e ha sciolto i detriti ghiacciati che ostruivano il passaggio di questo torrente d’amore per te.

Con tutta l’anima chiedo di restituirti alla vita per essere ancora una volta uno strumento di armonia per il mondo. Insieme a te.

La magia della musica

Dal mio taccuino di viaggio, 4 aprile 2008

Prendo il treno per Misano Adriatico, dove sono stata invitata alla Scuola elementare “Cristoforo Colombo” (classi V A e C)  da Simona Tebaldi, maestra. Mi accompagnano nello zaino: il mio flauto d’argento giapponese Muramatsu, la mia creatività e il mio racconto “Uniformità la nuvola che temeva la fantasia” pubblicato on line da Arpanet nel 2000 che i bambini hanno già illustrato per il mio compleanno n. 41, quando non sono potuta andare pera causa di una antipatica influenza.
Giornata stratosferica di successo personale tra i bambini, testimoniata da questo breve diario con i disegni più belli di quell’incontro.
Un’esperienza davvero incredibile, sono bambini liberi di esprimere il loro cuore quando il flauto li incanta con la sua magia. Mi hanno lasciato tanti pensierini di una profondità infinita e io, un foglio con una immagine di angelo della pace che introduce la mia poesia su Assisi, in un ricordo che ho distribuito a tutti. Simona è stata fantastica, a lei ho donato una statuina di angelo cupido con arco e frecce e dei fiori bianchi e rosa. Abbiamo avuto modo di pranzare insieme, di parlare cordialmente e poi mi ha riaccompagnato alla stazione e ci siamo salutate con un abbraccio. In treno ho scritto queste impressioni a caldo:
Oggi ho potuto comprendere quanto è straordinaria la musica che con la sua magia riesce ad incantare gli animi più inquieti e trasformare anche l’impossibile, rinverdendo il mito di Orfeo in questo tempo così frenetico.

Oggi sono stata invitata dalla mia amica Simona, in due classi di quinta elementare dove lei insegna. C’erano bambini molto diversi per personalità ma che avevano tutti la capacità di ascoltare con il cuore, nonostante l’apparente vivacità del primo impatto.
Mi hanno regalato la gioia di vedere che la musica del mio flauto e le mie parole hanno saputo far sbocciare la bellezza della loro anima pura.

Queste sono alcuni esempi di questa bellezza, i loro pensieri scritti durante questo incontro dopo l’ascolto.

– La musica è incanto.
Il mare è l’immenso del cielo.
Le parole sono aria che danzano nel sole e nella luna.

– La primavera canta con i suoi profumi e ci fa sentire davvero felici, l’aria ci fa volare nel cielo, come angeli, come un arcobaleno che ci dice: “Venite nel Cielo”.
Questa è la felicità e si vede invisibile una donna che suona con il flauto.

– La musica è la cosa più bella e importante. Dall’ascolto ci suggerisce cosa disegnare, è come se parlasse, fa le scale in note, tristezza e felicità con tanti strumenti suonati da persone lette su un leggio spingendo tanti pulsanti forti o piani, muovendo le labbra come una magia che si trasforma.

– Se sei triste non piangere
sorridi e mostra la tua pace

PS Ho girato ,appena tornata a casa, al mio amico Federico questa pagina di diario e lui mi ha risposto così:”Se sei triste non piangere sorridi e mostra la tua pace”. Grandi sono i bambini e quanto piccoli noi grandi siamo di fianco a loro. Semmai potessimo sempre parlare con la saggezza dei bimbi, allora saremmo veramente liberi.
Grazie di questo regalo”.

 


 

L’ultimo saluto

Non sempre la vita è felice, ma c’è modo e modo di vivere la propria tristezza. Questo è stato il mio addio a Cecetta, semplicemente la mia gattina, ispiratrice nel bene e nel male di queste emozioni scritte su un foglio di carta tra le lacrime.

Pesaro, 20 luglio 2002

Mia dolce piccola pantera, ora che stai per conoscere il segreto racchiuso nei tuoi occhi d’ambra, lasciami ancora un istante.
Ti voglio dire grazie per aver attraversato insieme a me tutte le grandi tempeste che si sono abbattute sul mio oceano.
Ti voglio dire grazie per aver attirato su di te i fulmini che mi volevano incenerire.
Ti voglio dire grazie per aver condiviso equamente insieme a me la mia disperazione.
Ti voglio dire grazie per avermi adottata con il tuo primo sguardo quando ti stavi affacciando alla vita.
Ti voglio dire grazie per il tuo saluto “eschimese”, naso contro naso, che mi ha conquistato.
Ti voglio dire grazie per essere stata prigioniera d’amore, un amore pieno di paura che non ti ha permesso di vivere come avresti desiderato.
Ti voglio dire grazie per il tuo modo speciale e meraviglioso di volermi bene.
Ti voglio dire grazie per le lacrime che stanno bagnando questo foglio di carta.
Ti voglio dire grazie per avermi permesso di aiutarti ad alleviare le tue sofferenze mentre stavi ritornando a Casa.
Addio Cecetta.