La Torre di Babele

Luglio 2006

La Torre di Babele purtroppo non è più una leggenda biblica. Anche se parliamo la stessa lingua, anche se abitiamo nelle stesse case, spesso non siamo più in grado di ascoltare il linguaggio del cuore, non siamo più capaci di accettare quello che è diverso dalla comunicazione della massa globalizzata che ci spinge all’illusione del successo ad ogni costo.

ESSERE non ha più importanza, l’unico verbo conosciuto in questa società vampira è avere e ostentare il proprio avere in faccia a chi non ce l’ha. Ma i folli in spirito hanno una dignità che nasce proprio dal loro non possedere e questa è la loro più grande ricchezza.

Io sono orgogliosa di appartenere a questa categoria di esseri umani che non si uniforma ad un’unica idea dettata dall’illusione della ricchezza che schiaccia i più deboli per diventare sempre più potente.

Il mio credo è basato sulla fede, rispetto e amore incondizionato, sull’ESSERE.

Fa male vedere questo sfacelo, fa male sentire parole che feriscono per la loro crudeltà, fa male vedere quanto tempo prezioso viene sprecato ogni istante per correre dietro al nulla più assoluto, fa male sapere che le persone che ami sono cadute nella trappola dell’onnipotenza e che si sfracelleranno al suolo. Fa immensamente male.

Questo è il mio dolore.

Pieter Bruegel il Vecchio: “La Torre di Babele”, Kunsthistorisches Museum, Vienna

L’ultimo ruggito

Il dolore lacerante
di ogni albero abbattuto,
di ogni fiume essiccato,
di ogni granello di terra fertile
diventata deserto
ho potuto sentire
guardando per l’ultima volta
lo scrigno magico
dei tuoi occhi d’ambra,
piccola pantera
di città
che ruggisce alla Vita.

( 27 luglio 2002)

(Tratta dal libro “Scintille di sole”, Otma Edizioni 2005)

Presunzione

Credeva
lo scultore
di trasformare la statua
che stava creando
in un’opera d’arte
ma non sapeva
che proprio quell’ultimo tocco
l’avrebbe sgretolata
fra le sue mani
attonite.

(3 maggio 1998)

(Tratta dal libro “Scintille di sole”, Otma Edizioni 2005)

Jack London

Intingi la tua penna
nei colori accesi del tramonto
nella bellezza della vita.

Intingi la tua penna
nei cristalli brillanti degli alberi
nell’indifferenza del silenzio.

Intingi la tua penna
nelle corolle delicate dei fiori
nella gioia dell’amore.

Intingi la tua penna
nel sangue rosso dell’uomo
nell’ingiustizia del mondo.

Intingi la tua penna
negli oscuri segreti dell’oceano
nella spiritualità del mistero.

Poi
inizia a raccontare
la tua storia…
con l’inchiostro
di uno scrittore.

(14 giugno 1998)

(Poesia tratta dal libro “Scintille di sole”, Otma Edizioni 2005)

Il Processo

Lo senti
questo rumore metallico,
stridente, incessante
che ti penetra nel cervello
come un trapano impazzito?

Lo senti
questo urlo terrificante
che ti squarcia la pelle
e fa stridere le ossa?

E’ la voce
del dolore del mondo
che ti chiama
al cospetto del Supremo Tribunale
della Terra
per giudicare le tue colpe.

Sei accusato
di avere denigrato
e disprezzato la Vita
ogni volta che hai indossato
la maschera dell’indifferenza,
del cinismo, della vendetta,
della distruzione, del genocidio
nel nome di false ideologie.

Sei accusato
di avere isolato
in catene inesistenti di pazzia
chi era diverso da te
facendolo diventare
un relitto dell’umanità.

Sei accusato
di avere commesso
tutti questi crimini
per calcolo, per profitto,
per ignoranza, per gioco
con l’alibi della glacialità
della tua logica perversa
che ha sempre giustificato
ogni nefandezza.
Sì, uomo!
L’uragano del dolore del mondo
si sta per abbattere su di te
e ora sei tu ad avere paura.
E questa è la tua pena.
Solo così potrai conoscere
l’odore fetido dei tuoi pensieri
e comprenderai la tua colpa.

Sei condannato
da questo Tribunale Supremo
a piangere per l’eternità
per ripulire la Terra
dal sapore ammorbante della paura
e della violenza
di migliaia e migliaia
di anni di storia.

Solo così
sarai ancora degno
di essere chiamato
Uomo.

(Pesaro, 20 settembre 2002)

(Poesia tratta dal libro “Scintille di sole”, Otma Edizioni 2005)

Catene

Catene
di parole mai espresse.

Catene
di lacrime trattenute.

Catene
di desideri soffocati.

Catene
di nemici senza volto.

Inchiodate
in un cuore di luce.

Il suo carceriere:
la paura di amare.

(Pesaro, 19 aprile 2002)

(Poesia tratta dal libro “Scintille di sole”, Otma Edizioni 2005)

Pianto

Ieri…
solo alcuni udivano
il rumore delle tue lacrime
mentre depredavano
con violenza
la terra.

Solo alcuni udivano
il rumore delle tue lacrime
mentre avvelenavano
con disprezzo
l’acqua e l’aria.

Solo alcuni udivano
il rumore delle tue lacrime
mentre spegnevano
con noncuranza
il cielo.

Oggi…
tutti odono il tuo pianto
incommensurabile
che s’è abbattuto
anche su chi
ha cercato di distruggerti
e tutto è cambiato.

(Pesaro, 17 gennaio 1997)

(Poesia tratta dal libro “… e il mio cuore ha ripreso a cantare”, Otma Edizioni 1997) 

In una vera democrazia

In una vera democrazia esiste l’arma della libera espressione delle proprie opinioni. Chi continua ad impregnare d’odio, d’ignoranza e stupidità becera, arrivando persino a creare on line pagine volgari solo per ferire una persona che la pensa in modo differente, oltrepassa questo diritto.
Esiste una sostanziale differenza tra diritto alle proprie opinioni e violenza verbale fine a se stessa.

Dedica

Pianissimo…
Il bacio soffice
della neve
che sfiora le labbra
della città addormentata.

Piano…
Il brivido sorpreso
di un filo d’erba
bagnato dalle lacrime
della notte.

Mezzoforte…
Il chiacchierare allegro
di un ruscello
con gli abitanti del bosco.

Forte…
Le pennellate sgargianti
del Sole
che dichiara il suo amore
alla Terra.

Fortissimo…
Il fragore passionale
del vento
che cinge tra le sue braccia
l’Oceano.

Questa è la tavolozza
del concerto della mia vita
che voglio dedicare
a te.

(Pesaro, 30 novembre 2001)

(Poesia tratta dal libro “Scintille di sole”, Otma Edizioni 2005)